RYAN ADAMS - "Demolition"

Quel geniaccio arrogante (ma comunque bravo) di Ryan Adams, nel 2002 esce con "Demolition", album di
13 brani tra rock, folk e blues. "Nuclear" è un'ottima apertura. Rock tirato (ma nemmeno troppo) con la voce raschiante del cantautore newyorkese che si distinguerebbe in mezzo ad altre mille voci. Con "Hallelujah" si passa ad un grandissimo brano pop stile-Springsteen. Batteria, armonica, chitarra leggerissima, ritornello orecchiabile tutti ingredienti ottimi per un prodotto finale ottimo. La ripetizione continua di "Hallelujah hallelujah hallelujah" nel finale la rende molto molto emozionante e coinvolgente. "Desire" è una ballad a dir poco strepitosa, dove troviamo ancora una
buona dose di armonica che la addolcisce, facendone uno dei migliori episodi del'album. Proseguendo nell'ascolto, il filo conduttore resta sempre quel
cantautorato semi-acustico dalle melodie grintose ("Starting to hurt", "Gimme a sign")
e malinconiche ("Cry on demand", "She wants to play hearts", "Dear Chicago"). Particolare menzione merita "Tomorrow", dolcissima, trascinante nel suo arpeggio iniziale e nei suoi accordi lenti e tristi, nella sua voce "strascicante" (passatemi il termine), nella sua melodia strappalacrime.
Disco registrato in pochissimo tempo (è una raccolta di demo) e confezionato per cogliere al volo il successo arrivato con "Gold", non è il miglior lavoro di Ryan, ma è di sicuro
oltre la sufficienza.
Somiglianze: Bruce Springsteen, Damien Rice, Howie Beck
Data di uscita: 23 settembre 2002
Voto: 

½